Stories break down walls, build trust and influence people to act. by Rob Biesenbach.
Negli ultimi anni la parola ‘storytelling‘ è diventata una buzzword. Non facilmente traducibile in italiano, potremmo ricondurla a locuzioni, quali “comunicare attraverso racconti” o “dire attraverso un raccontare’, come ricorda Andrea Fontana, Presidente dell’Osservatorio nazionale di Storytelling (*)
Già da bambini diamo un senso a ciò che ci circonda, costruendo delle narrazioni. Tutti noi abbiamo giocato a ‘immaginiamo che…’, dando vita a personaggi e, da grandi, ci immedesimiamo negli eroi o anti-eroi di un libro o di un film, emozionandoci.
Nell’ultima edizione di Milano Marketing Festival di marzo 2026 è emerso che il marketing contemporaneo non è definito dalla velocità, ma dalla qualità del pensiero.
In un mondo saturo di contenuti, il vero vantaggio competitivo non sta nel produrre di più, ma nel generare valore reale, riconoscibile e condiviso.
‘Oggi ci sono media che permettono di fare storytelling molto di più rispetto a quello che era fino a qualche anno fa, però è fondamentale la capacità di fare storytelling. La cosa più rilevante, soprattutto per le nuove generazioni, ma anche per le nostre, quindi le gen X è lo storytelling, cioè le aziende devono fare azioni concrete, amplificarle attraverso operazioni di PR o comunque di stampa e poi costruire campagne intorno però a qualcosa di concreto che hanno fatto, cioè lo storytelling di per sé, che molte aziende continuano a portare avanti, sta un po’ morendo come rilevanza.‘ – estratto dal panel “Affrontare le sfide del presente” .
È necessario passare allo “storydoing”, che per ‘noi narratori’ non è per nulla una novità. Da anni diciamo che è necessario creare esperienze di valore per i pubblici. La rilevanza nasce da ciò che le aziende fanno, non solo da ciò che raccontano.
Come affermano molti studiosi il 63% delle persone ricorda le storie, mentre solo un 5% le statistiche, tuttavia postare una fotografia sui social o scrivere la storia della propria azienda nel sito non significa fare comunicazione narrativa. Come aziende e professionisti dobbiamo imparare a narrarci.
‘Storytelling non è una storia, ma un processo che progetta, analizza, costruisce e governa identità e relazioni d’impresa attraverso le tecniche del racconto applicate on e offline.’- cit. A.Fontana.
Che cosa posso fare per voi?
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- progettare corsi in-house per aiutarvi a definire i vostri obiettivi di narrazione, un piano editoriale basato sullo storytelling, analizzando casi studio efficaci e quali social media specifici utilizzare per narrare voi stessi e la vostra attività.
- in collaborazione con altri professionisti creare dei percorsi formativi esperienziali per condurvi dallo storytelling allo storydoing.
(*) ‘Storytelling d’impresa- La guida definitiva’ di Andrea Fontana- ed. Hoepli 2016

