È sempre interessante scoprire il dietro le quinte di una formazione. Che cosa accade e come ci si organizza? Le metodologie adottate dai formatori sono differenti, ma sono legate da un filo comune: la crescita con i partecipanti che non ricevono più una lezione frontale, ma vengono guidati in un percorso di crescita e di sperimentazione. Non si tratta più di ‘tenere corsi‘, ma di ‘accompagnare‘ come coach nell’apprendimento, di progettare percorsi di formazione che consentano ai discenti di rispondere in modo efficace alle esigenze reali delle aziende.
Formazione aziendale in cambiamento
La formazione aziendale sta cambiando profondamente per rispondere alle sfide del mercato globale, soprattutto alla luce della digitalizzazione, dell’intelligenza artificiale e dell’automazione, fattori che stanno trasformando il modo di lavorare e le competenze richieste.
Le metodologie tradizionali non bastano più, perché apprendiamo in modo diverso e quindi è necessario sviluppare approcci più flessibili, personalizzati e basati su tecnologie innovative per restare competitivi nel prossimo decennio.
I sistemi di apprendimento basati sull’AI permettono di creare percorsi formativi su misura per i singoli partecipanti, adattando contenuti e tempi di apprendimento alle esigenze individuali.
Come ho potuto sperimentare direttamente in aula, la soglia di attenzione è drasticamente diminuita, in quanto si è costantemente attratti da mille stimoli indotti soprattutto dagli smartphone. Nelle sessioni online sicrone la distrazione è ancora maggiore, tanto che molti partecipanti tengono la telecamera spenta e non partecipano attivamente.
Nasce quindi l’esigenza di adottare modalità come il microlearning, ossia moduli brevi facilmente integrabili nella giornata lavorativa che consentono di condividere informazioni in modo veloce ed efficace, e la gamification, che favorisce il coinvolgimento e la motivazione.
Per aumentare l’attenzione e la partecipazione attiva sono utili anche le tecnologie immersive come realtà aumentata e virtuale (AR/VR) che rendono possibili simulazioni pratiche realistiche in contesti sicuri. Proprio le tecnologie permettono di esercitare, accanto alle competenze tecniche, le soft skill, come leadership e gestione dello stress e dei conflitti, competenze che diventano sempre più cruciali per affrontare contesti lavorativi dinamici e complessi.
Secondo il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum, circa il 37% dei lavoratori globali dovrà aggiornare le proprie competenze in ottica di upskilling e reskilling, per mantenere il proprio posto di lavoro entro il 2030.
Basandomi su questi dati, ho creato il percorso formativo all’interno del corso ‘AI generativa: innovazione e ottimizzazione dei processi organizzativi‘, organizzato da CNC Regione Lombardia e co-condotto con Vivaldo Moscatelli, esperto di Intelligenza artificiale.
La mia esperienza formativa
L’esperienza formativa per il settore sanità, concluso a dicembre 2025, è stato un percorso sfidante e mi ha coinvolta emotivamente, dovendo trasmettere competenze e passione su temi come le tecnologie immersive e i mondi immersivi a professionisti/e della sanità esclusivamente con formazione sincrona online. Ho trovato una grande passione e desiderio di apprendere e di mettersi in gioco nei gruppi coinvolti (120 persone divise in 2 edizioni).
La preparazione
La preparazione è fondamentale per andare a soddisfare le esigenze formative dei discenti. Non mi sono limitata a formazione di base, ma ho cercato paper scientifici, articoli a supporto, esperienze internazionali utili per far comprendere le applicazioni pratiche. Ho selezionato e scelto con cura casi studio italiani e stranieri e registrato esperienze con il visore o da desktop e scaricato spezzoni di video tratti da YouTube o pubblicati in LinkedIn.
Quali sono gli step successivi della preparazione? Terminata la ricerca delle fonti e documenti aggiornati si definisce quindi passo passo la microprogettazione e quindi si creano e/o adattano le slide di base alla formazione specifica, focalizzandosi sulle personas. Sì, si torna comunque sempre al ‘vecchio’ marketing per riuscire ad essere efficaci anche nella formazione. Il primo passo è, con un giro di tavolo virtuale, capire se i partecipanti abbiano già avuto esperienze in campo XR e definire quali e in che ambito.
Volendo far esercitare i discenti su piattaforme come ThingLink, ho preparato un tutorial, un piccolo manuale per guidare passo passo dalla registrazione alla creazione del tour e del QR code e fare fruire il percorso facilmente. Ho predisposto anche un ambiente immersivo nella piattaforma Spatial per far accedere i partecipanti e far esperire la ‘presence’.
La sessione formativa
Se la formazione è sincrona online l’obiettivo è quello di coinvolgere e fare intervenire i partecipanti con l’utilizzo di piattaforme come Mentimeter o altro. Si fanno aprire i microfoni e si favorisce la discussione o la fase Q&A.
Si creano anche momenti di laboratorio vero e proprio in cui i partecipanti sono invitati a ‘mettere le mani’ ed a esercitarsi. Si supportano i meno esperti di tecnologia, proponendo anche momenti successivi one to one.
Trattandosi di piattaforme non largamente conosciute in campo sanitario si portano molti casi studio, come ad esempio l’utilizzo nella riabilitazione, l’impiego di VR o AR in corsi universitari italiani o esteri, l’applicazione in percorsi all’interno di strutture ospedaliere, ecc.
Per fare comprendere la creazione di un tour interattivo si è creato un prototipo da discutere in aula e da esaminare come percorso fruibile da smartphone tramite QR code.
Si è creato anche un ambiente immersivo come uno studio medico nella piattaforma Spatial per far fare esperienza diretta ai partecipanti. Si è entrati insieme nel mondo e appreso come muoversi ed interagire. Per comprendere le opportunità offerte dalla tecnologia si è visitato anche l’Ospedale di Cagliari, presente nel metaverso da qualche anno.
Il tutoraggio
La fase di tutoraggio è stata fondamentale e ha dato grandi soddisfazioni, per l’interesse e passione dimostrati dai gruppi creati autonomamente dai discenti in base ai loro desideri di sviluppo del project work finale. In molti casi sono stati esaminati e creati progetti calati nella realtà lavorativa di alcuni partecipanti, per cui si è compresa l’effettiva efficacia dell’unione delle tecnologie AI e XR.
Collegamenti live con i gruppi di lavoro o consigli/risposte sono stati effettuati su Discord in area appositamente creata per il corso. Nella stessa sezione sono stati forniti articoli, documenti, materiali utili alla formazione e alla creazione del project work.
I takeaways della formazione
Che cosa ho appreso da quest’esperienza? Si trattava di un contesto diverso da quelli dove normalmente tengo sessioni formative su XR e mondi immersivi, per cui ho cercato di comprendere le esigenze e rendere molto pratica l’erogazione.
Il supporto di uno o più tutor durante la progettazione di un project work è la soluzione vincente per accompagnare in modo efficace l’apprendimento degli adulti e rendere più coinvolgente la partecipazione.
L’unione dell’AI e dell’XR nella fase di studio e di realizzazione è risultata molto efficace, perché ha permesso di migliorare le competenze e comprendere appieno le potenzialità.
Volete sapere di più di quest’esperienza e dei progetti futuri? Contattatemi sul mio profilo LinkedIn al link o venite al Learning More Festival a Modena il 21 febbraio (dalle 09:30 alle 10:30) al Complesso di Sant’Eufemia.
Sul tema AI e tecnologie è in fase d’iscrizione un corso di specializzazione organizzato dall’Università di Parma dal titolo: “Orientarsi nell’ecosistema sanitario con l’Intelligenza Artificiale: mindset e partnership”. Per informazioni ed iscrizioni è necessario contattare : simone.fanelli@unipr.it.
Cogliete l’opportunità di formarvi per dominare le tecnologie e comprenderne le applicazioni utili al vostro contesto lavorativo. Il lifelonglearning è diventato un must in questi scenari complessi e deve aiutarci a rispondere alle sfide future del mercato del lavoro.


































