• Racconti in tecnologia VR sempre più immersivi

    Grazie alla tecnologia VR le storie diventano sempre più immersive, perché gli utenti non sono più davanti ad uno schermo di pc, ma all’interno delle storie stesse fino ad influenzarle ed interagiscono con un mondo 3D . Lo scopo dei video 360 e dei VR è lo stesso: totale immersione nel mondo virtuale.

    La sensazione ‘being there’ viene detta ‘presence’. La presenza si ottiene grazie alla tecnologia, affermano gli esperti, ma anche e soprattutto grazie alla consistenza dello story-world che è stato creato. Dejan Gajsek, noto VR evangelist, afferma che ‘Once the viewer feels comfortable in the created scene, we can serve him with a story.

    Secondo Chris Milk, founder di VRSE e VRSE.Works,  VR è ‘the ultimate empathy machine.’

    VR is difficult to explain because it’s a very experiential medium. You feel your way inside of it. It’s a machine, but inside of it, it feels like real life, it feels like truth. And you feel present in the world that you’re inside and you feel present with the people that you’re inside of it with.

    Molto spesso si fa confusione tra VR e video 360. La differenza sostanziale è l’interattività. Di seguito trovate 2 esempi, utili per comprendere meglio.

    Virtual Reality presuppone l’utilizzo di dispositivi o accessori, come visori tipo Oculus Rift . Tramite gli occhiali si controllano i movimenti e la vista e si interagisce con l’ambiente. Potete fare un test semplicemente con i cardboard che trovate su Amazon ad un prezzo irrisorio. La tecnologia è anche applicata per navigare all’interno di foto, di video registrati in 360 gradi.

    Esempio di un’esperienza virtuale in un video VR tratto da  Hunger Games.

    Video 360 è una foto o un video che consentono di poter ruotare la vista mentre si sta fermi. Non si interagisce con la realtà virtuale e possono essere visti comodamente anche da mobile (la qualità e l’esperienza è tuttavia superiore se si indossa anche solo un cardboard). Sono stati introdotti da Facebook nel corso del 2016.

    Ecco un esempio di video 360 è  che ha avuto su YouTube più di 18 mio di visualizzazioni.

     

    Recentemente è stato prodotto un fumetto italiano dal nome avvincente “Magnetique“, una saga epica il cui primo episodio è  disponibile gratuitamente per Samsung Gear Vr. Leggiamo nell’articolo de Il Sole 24 ore che è stato sviluppato da Oniride, startup romana fondata nel 2014. Sul sito Oculus.com potete provare diverse esperienze sia gratuite sia a pagamento.

    magnetique

    Vi consiglio ad esempio il mini video prodotto da Oculus Story Studio, Henry che ha vinto il 68° Emmy Awards. Creato da Elijah Wood e dal Toy Story 3 teams è la storia di un piccolo riccio che ha un problema: la passione dell’abbraccio che comporta qualche difficoltà. (https://storystudio.oculus.com/en-us/henry/)

    Molto carina è anche Farlands dove potete fare la conoscenza di un piccolo alieno.

    Altra esperienza da provare è The Body VR  che riguarda il corpo umano. e’ un video educational che vi porterà all’interno del sistema venoso per scoprire come le cellule trasportano l’ossigeno.

    Un esperimento a dir poco curioso è stato condotto dal brand  Coors, produttore di birra noto a livello internazionale che ha lanciato per Halloween 2016 una campagna in Australia in VR chiamata ‘Night of Frights‘. Volete un’idea? Guardate il video che trovate su Youtube e mi raccomando non spaventatevi.

    Applicazioni a fini commerciali sono sempre più diffuse in quanto la tecnologia VR sta riscuotendo grande interesse presso i brand.  Avete provato a camminare per New York nella Fifth Avenue e fermarvi ad ammirare le vetrine? Avete sentito parlare dell’esperienza offerta da Google denominata Window Wonderland? E’ stata definita ‘VR experience that lets anyone explore the lights and sounds of the season using Google Cardboard or Google’s own headset, Google View.’

    windows

    Potete anche visionare una preview  su YouTube.  E’ un tour virtuale al quale hanno partecipato molti brand famosi quali ad esempio Burberry, Bloomingdale’s.

    Sono state scattate centinaia di foto ad alta risoluzione del 18 punti vendita e montate insieme grazie alla tecnologia per creare un life-like panorama. nel quale immergersi grazie al visore.

    Durante la passeggiata virtuale è possibile accedere tramite un link a una pagina di atterraggio che contiene alcuni prodotti acquistabili per rendere ancora più reale la shopping experience.

    Trattandosi di narrazioni a volte complesse sullo stile dei video games risulta sempre più rilevante il ruolo dello storyteller. Diventa prioritario mettersi nei panni del nostro pubblico e comprendere la sua esperienza cognitiva, emozionale e fisica per poterlo guidare nel corso della narrazione.

    Recentemente ho letto il report di un test condotto su 40 partecipanti da Katy Newton una filmmaker ed experience designer con l’experience design Karin Soukup  in collaborazione con la Stanford’s d.school Media Experiments, il National Film Board of Canada, e l’independent filmmaker Paisley Smith. E’ emerso che siccome per noi umani è impossibile vedere a 360° dobbiamo scegliere cosa vedere e quando. Quindi è necessario segnalare all’utente su quale parte della storia concentrarsi, quale a cui attribuire un senso e combinare tutti i frame come in un puzzle all’interno della loro mente.

    no two individuals experience the exact same story, because no two individuals look at the exact same things in the exact same order.

    Negli ultimi mesi la tecnologia VR ed i video 360° stanno man mano entrando nell’uso comune tanto che potremo caricare i video non solo più su Facebook, ma anche nei nostri siti in modo semplice e veloce. Il 15 dicembre WordPress ha annunciato sul suo blog in lingua inglese che  ‘you can create and publish your own VR content on any WordPress.com site, starting with 360° photos and 360° videos (beta), and you can view regular photos and panoramas in VR. Our goal is to make publishing VR content as simple as publishing text or photos to the web — just add VR content to your site and anyone with a web browser can instantly enjoy it.

    S’inizia con i video 360° con una procedura molto semplice: basta infatti fare upload dell’immagine come facciamo per ogni altro contenuto e decidere se vogliamo mostrarlo in modalità 360 o in panorama e pubblicarlo con il ‘VR shortcode‘. Troviamo istruzioni dettagliate sul blog WordPress. Da provare subito per rendere più coinvolgenti e innovativi i nostri siti!

     

     

  • Con la realtà aumentata i prodotti prendono vita

    Ho letto recentemente un articolo molto interessante sulla realtà aumentata, applicata al marketing e desidero condividere con voi alcuni esempi e riflessioni sul tema. Abbiamo già parlato di immagini che si animano grazie al QR, ad app che possono fornirci approfondimenti, farci immergere in una vera e propria storia.

    Ricordate  Le notti di Tino di Bagdad’, un’opera trasmediale di Coniglio Viola? Si tratta di un interessante progetto sperimentale di videoarte, sviluppato in Realtà Aumentata e presentato al Salone Internazionale del Libro nel 2015 e tuttora attivo. Se volete potete approfondire al mio post su Pulse.

    coniglio viola

    La tecnologia in grande evoluzione, coinvolge vari settori dall’arte al giornalismo, al marketing.  Ci consente di leggere ricette direttamente dalla bottiglietta di sugo, di vedere un video promo dall’etichetta di un prodotto, di leggere una rivista e, puntando con lo smatphone su una pagina, accedere ad altri contenuti online .

    Le possibilità sono infinite e sono le nuove frontiere della comunicazione narrativa, perché, come gli esperti di marketing ci ricordano costantemente, i clienti non comprano un prodotto, ma un’esperienza, i valori, una narrazione nella quale identificarsi. Le aziende cercano sempre nuove vie per coinvolgere ed emozionare, ma dovrebbero ricordare sempre i principi espressi dal grande esperto di marketing, Seth Godin nel suo Marketing in 4 passi, recentemente  postato sul suo blog.

    Marketing in four steps’:  vediamoli insieme:

    • The first step is to invent a thing worth making, a story worth telling, a contribution worth talking about.
    • The second step is to design and build it in a way that people will actually benefit from and care about.
    • The third one is the one everyone gets all excited about. This is the step where you tell the story to the right people in the right way.
    • The last step is so often overlooked: The part where you show up, regularly, consistently and generously, for years and years, to organize and lead and build confidence in the change you seek to make.

    I valori, un prodotto o servizio realmente utile, il customer care diventano fondamentali, così come le storie ‘worth telling’. Non tutte le storie sono di valore e non tutte possono essere trattate con Virtual reality o Augmented reality. Riflettiamo anche sui costi per produrre contenuti di buona qualità in tecnologia VR, costi ancora proibitivi per la maggior parte dei brand. Facciamo, tuttavia, un passo indietro e chiediamoci se conosciamo davvero la differenza tra realtà aumentata e virtuale. E la mixed reality? Spesso si fa molta confusione. Per chiarirci le idee andiamo a consultare Wikipedia:

    Per realtà aumentata (o realtà mediata dall’elaboratore in inglese augmented reality, abbreviato “AR”), si intende l’arricchimento della percezione sensoriale umana mediante informazioni, in genere manipolate e convogliate elettronicamente, che non sarebbero percepibili con i cinque sensi.

    La realtà virtuale (in inglese virtual reality, abbreviato VR) è il termine utilizzato per indicare una realtà simulata. […] L’avanzamento delle tecnologie informatiche permette di navigare in ambientazioni fotorealistiche in tempo reale, interagendo con gli oggetti presenti in esse. […]attualmente il termine è applicato solitamente a qualsiasi tipo di simulazione virtuale creata attraverso l’uso del computer, dai videogiochi che vengono visualizzati su un normale schermo, alle applicazioni che richiedono l’uso degli appositi guanti muniti di sensori (wired gloves).

    Mixed reality (MR), spesso riferito a hybrid reality, è un mix tra il mondo reale e virtuale per produrre environment dove oggetti fisici e digitali co-esistono e interagiscono in real time.

    Leggiamo anche in un interessante post di Focus.it che con mixed reality ‘possiamo osservare il mondo reale che ci circonda traendone informazioni utili (in AR), ma anche vedere e muovere oggetti virtuali come fossero reali’

    Vediamo insieme qualche caso studio interessante nel settore della realtà virtuale e aumentata. 

    msc

    Nel mese di maggio 2016 la MSC Crociere ha proposto il nuovo catalogo immersivo in 360 VR. Accluso al catalogo cartaceo viene fornito un cardboard brandizzato che consente, come precisa la app di:

    • esplorare le nostre destinazioni ed escursioni
    • salire a bordo delle nostre navi
    • osservare gli interni delle cabine, il teatro, le piscine, la palestra e l’esclusivo MSC Yacht Club;
    • scoprire in anteprima le nuove Ammiraglie MSC Meraviglia e MSC Seaside.

    Avevo testato l’applicazione, disponibile per iOS e Android e consentiva, effettivamente, di essere virtualmente nella sala colazione e in vari ambienti della nave. Per le destinazioni al momento rimandava al catalogo online.

    AR4

    Un catalogo in AR dedicato all’arredamento era stato creato da Ikea già nel 2013 in USA. Su Youtube è possibile vedere il video Ikea USA e  il video del 2015 di Ikea Australia. Grazie all’applicazione i clienti potevano inquadrare con lo smatphone il proprio ambiente da arredare, scegliere complementi d’arredamento del brand Ikea e posizionarli prima di procedere all’acquisto. Una modalità nuova e coinvolgente per aiutare gli utenti nella fase decisionale. Capita sicuramente a tutti di non riuscire a visualizzare un’ambientazione e l’app si è rivelata  una risorsa molto valida.

    focusUn altro esempio interessante è l’edizione di agosto della rivista Focus che, grazie alla applicazione “Focus Realtà Aumentata”, disponibile gratuitamente per iOS e Android, consente di approfondire i contenuti della rivista cartacea, navigando tra foto a 360°, video e render 3D. Come leggiamo nell’articolo di Focus è sufficiente  scaricare l’app e ‘puntarla sulle pagine con l’icona AR+, copertina compresa, e sullo schermo dello smartphone partirà l’esperienza in realtà aumentata.’

    Nel settore beauty è interessante la nuova app realizzata da Rimmel London che, secondo un articolo di Forbes dello scorso luglio, consente con un sistema avanzato di tracking di ‘detect make-up on the subject being scanned before colour-matching it with cosmetics by Rimmel. The user can then steal the look by seeing it on themselves in a virtual sense via their smartphone cameras, and even clicking to buy the corresponding products.’ Una sorta di Shazam per la bellezza.

    Altri casi di brand che hanno utilizzato la AR per commercials negli ultimi anni sono evidenziati in un video pubblicato a giugno 2016 su Youtube. Ad esempio, Heinz ha utilizzano la realtà aumentata per fidelizzare il consumatore, prolungando l’esperienza d’acquisto.

    AR2

    L’utente poteva inquadrare con lo smartphone la bottiglia, ricevere ricette e video-tutorials. Le ricette venivano integrate settimanalmente e, una volta terminata la bottiglia di ketchup, il consumatore restava fedele al brand per poter usufruire ancora delle ricette.

    Altro noto brand citato nel video è Wheaties, il primo produttore americano di cereali per colazione dal 1920. Dal lontano 1934 aveva iniziato a inserire fotografie di atleti nel packaging con lo slogan, “The Breakfast of Champions.”, negli anni successivi aveva spostato la foto dei campioni sul fronte della scatola dei cereali, dandole sempre più rilievo ed infine, grazie alla realtà aumentata, ha puntato sul coinvolgimento dei consumatori.

    Buona visione!