Raccontare un’esperienza di viaggio: #mytraveljournal

Un viaggio è sempre più un’esperienza immersiva, esperienza che inizia nel momento stesso in cui consultiamo le guide turistiche e decidiamo le  destinazioni. Chi di noi non ha iniziato a sognare ad occhi aperti ed a immaginarsi in un parco o su una spiaggia?  Come coinvolgere i lettori e condividere le nostre emozioni?

Durante i corsi di comunicazione narrativa rivolti a strutture turistiche o aziende legate al turismo spiego e invito a sperimentare vari storytools e platforms, oltre a far indossare cardboard e visori per vivere il VR storytelling. I tools o i social media devono, tuttavia, essere integrati in un piano strategico dettagliato per amplificare e supportare efficacemente la comunicazione aziendale.

Nel settembre 2016 ho deciso di mettere in pratica i suggerimenti che fornisco ai corsisti con un progetto personale, denominato #mytraveljournal. 

foto di viaggio- #mytraveljournal

Il progetto ha lo scopo di narrare sei giorni di viaggio alla scoperta di una città di grande fascino, Sydney, attraverso immagini, testo e video live.

Ho quindi analizzato i social media, platforms e tools a mia disposizione e ho deciso quali fossero i più idonei per il mio esperimento, i tempi e le modalità d’utilizzo.

Ho alternato momenti live con approfondimenti testuali e visual, cercando di abbinare medium a contenuto, in un’ottica transmedia, invitando il lettore a comporre idealmente un puzzle.  Su ogni medium ho postato un contenuto esclusivo, collegato alla storia principale declinata su Snapchat. Bisogna, infatti, ricordare che ogni social e platform ha il proprio tone of voice e che, per amplificare la comunicazione è utile creare connessioni, ricorrendo a call to action.

Come procedere? Ho concluso ogni singola storia, invitando il follower a restare collegato e a seguirmi per non perdersi nessuna pubblicazione. Ricordate la caratteristica delle Snapchat Stories di durare 24h? In realtà non si tratta di un minus della platform, ma,  al contrario di un plus, contando sul F.O.M.O. degli utenti (la paura di perdersi qualcosa online). Da quest’estate, inoltre, le storie possono essere salvate in ‘Ricordi‘ e sul rullino dello smartphone o dell’ iPAD per poi essere condivise su altri social o caricate su Youtube.

Ho presentato il progetto su Instagram, spiegando l’obiettivo  finale e ho utilizzato una call to action ben definita: l’invito a seguirmi sugli altri social e platform per ottenere una mini guida. Ho ricondiviso le informazioni sul mio profilo Facebook.

foto_instagram2

  • Snapchat: una live story dove ho raccontato i momenti della giornata con snap e video, una sorta di diario virtuale. Fa da filo conduttore a tutta la storia.
  • Instagram: foto esclusive riguardanti scene di vita, personaggi che hanno attirato la mia attenzione, immagini narrative tipo quella sottoindicata (foto A).
  • Steller: storie d’approfondimento con immagini esclusive tipo ‘Skyscrapers’, Art Gallery of New South Wales, Sydney Aquarium (da leggere su mio account  Simo_Pozzi). Ho scelto luoghi specifici legati alla cultura o alla natura.
  • Tumblr: una mini guida personale della città.

Ecco il link alla miniguida su Tumblr che, suddivisa in sei giornate, è stata redatta durante il viaggio con indicazioni pratiche quali, ad esempio il biglietto da acquistare per i mezzi pubblici, i ristoranti dove fermarsi per uno spuntino, i prodotti più curiosi come fauci di squalo e di coccodrillo, portachiavi e apribottiglie realizzati con le palle di conguro in vendita al The Rocks Markets e molto altro.

mytraverljournal - guida su Tumblr

Per l’attività su Instagram ho scelto con cura le fotografie da postare, così come i commenti, realizzando una guida visual di scatti rubati dalla vita quotidiana.

foto_Instagram

Ad esempio nella foto A troviamo un’immagine di grande tenerezza: il padre sporge la girandola alla figlia, scena in cui possiamo

foto_instagram3

ritrovarci e ricordare momenti della nostra infanzia o del nostro presente come genitori. Cosa si staranno dicendo il padre e la bimba con la girandola? Stanno aspettando la madre che deve raggiungerli? Cosa succederà nella scena successiva?

L’obiettivo non è scattare una foto artistica, bensì un‘immagine narrativa che possa trasferire l’emozione del momento.

Anche le strutture alberghiere possono scegliere di non fotografare la hall o la sala colazione in modo anonimo, ma di dare loro vita in modo originale (scene di vita, particolari di oggetti, etc).

Durante i corsi cito un caso studio molto interessante di storytelling turistico creato da un hotel irlandese, Adare Manor Hotel. La storia è molto semplice e non particolarmente innovativa, ma la comunicazione, basata su immagini narrative ambientate nella struttura alberghiera, è di grande effetto.

post di hotel

Una giovanissima ospite aveva dimenticato in hotel il pupazzetto del cuore. Il responsabile dell’albergo ha iniziato a postare nella pagina Facebook il ‘bunny’s journey‘ con il duplice obiettivo di trovare la proprietaria e di raccontare le esperienze del coniglietto durante il soggiorno fino al ritorno della bimba.

The hotel documented the bunny’s fabulous stay, from his plush sleepover in one of the hotel’s rooms, to a tour by the concierge, to a decadent afternoon tea and even massage treatments in a private room.’

La narrazione  è diventata virale e ha attirato l’attenzione dei social media e della stampa per l’originalità e l’efficacia della comunicazione.

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