Chatbot: un assistente digitale sempre più personalizzato

Il fenomeno chatbot è diventato di estremo interesse soprattutto dopo che lo scorso 12 aprile sono stati presentati i nuovi software chatbot di Messenger in occasione della conferenza Facebook di San Francisco dedicata agli sviluppatori. Come leggiamo nel post di Economyup.it è nata una vera e propria corsa alla creazione di ‘piattaforme per assemblare e costruire bot. Allo stesso tempo alcune società stanno cominciando a proporre i chatbot alle aziende.’

Mi sono avvicinata a questa realtà, grazie ad Antonia, un’amica con cui condivido lavoro e passione per la tecnologia. Qualche mese fa mi ha confessato: ‘Per chiamarti non digito più il tuo numero, ma utilizzo Siri mentre cammino o sono dedita ad altro’.

Complice la mia curiosità innata ho voluto approfondire e ho scoperto una realtà affascinante in continua evoluzione, gli assistenti digitali che ormai da anni interagiscono con noi, aiutandoci in mille compiti quotidiani e semplificandoci la vita.

siri

Foto tratta da Macitynet.it

La mia ricerca è partita ovviamente da Siri che sta diventando sempre più avvincente tanto da ‘assistere’ anche gli utenti giocatori di Pokemon Go, il videogioco cult del momento.

Su apple.hdblog.it  è uscita la news che Siri ‘è ora pronta ad offrire risposte a domande pertinenti.  Provando a chiedere, ad esempio, “Ti piace Pokémon Go?”, SIRI offrirà una serie di risposte correlate al gioco e lancerà l’applicazione se installata.’ Webnews informa anche che la versione in lingua inglese consente maggiore interazione tra l’utente e l’assistente personale. ‘Gli utenti americani, infatti, possono interagire maggiormente con l’assistente digitale dell’iPhone o dell’iPad chiedendo a Siri veri e propri consigli su Pokémon Go. Siri, infatti, saprà fornire al giocatore informazioni utili come la tipologia di Pokémon e tabelle riassuntive con tutte le loro principali caratteristiche.’ 

Sempre nell’universo Apple un nuovo assistente digitale sta soppiantando Siri in funzionalità. Creato dal team che ha prodotto Siri,  Viv  punta tutto sull’interazione vocale e mette a disposizione dei programmatori una piattaforma che consente d’integrare con altri servizi con possibilità che il creatore Kittlaus definisce illimitate (vedi articolo su repubblica.it del 10 maggio).

eloisa

Eloisa, chatbot italiano ideato da Francesco Lentini

L’utilizzo dei chatbot  risale in Italia agli anni 1990-2000 con Eloisa con cui possiamo dialogare ancora oggi sul sito. Leggiamo che: ‘Si tratta di una conversazione in linguaggio naturale ed è come giocare una partita a carte o a scacchi, usando semplicemente le parole.

Il giocatore umano è consapevole in ogni momento del fatto che Eloisa è una macchina.’

Come funziona questo chatbot? ‘Eloisa fornisce delle risposte e, soprattutto, pone delle domande. Intanto analizza il linguaggio dell’interlocutore e restituisce una quotazione della sua intelligenza.’ 

Successivamente sono apparsi gli assistenti di grandi aziende che tutti noi abbiamo utilizzato anche senza rendercene conto, quali, ad esempio, Lara– help desk di Telecom Italia, oppure Georgia realizzata da Dreams and Co o ancora Doretta della Microsoft in grado di effettuare anche ricerche sul web attraverso MSN, come apprendiamo su Wikipedia.

E’ un mondo in continua e rapidissima evoluzione, tanto che i big players stanno spostando la ‘guerra’ proprio su questo terreno a suon di upgrade sempre più sofisticati.  Oltre a Siri e Viv possiamo citare tra i big,  Cortana, assistente di Microsoft che utilizza Bing ed Edge per effettuare le ricerche e Ok Google che, come indicato nella sezione assistenza, permette di attivare varie funzioni tra cui calendario, sveglia, promemoria, comunicare con amici e familiari, ottenere indicazioni stradali e informazioni sui viaggi, curiosità e risposte rapide quali ad esempio conoscere le previsioni meteo o calcolare la mancia.

Le applicazioni vanno dall’entertainment al CRM con assistenti personali sempre più intelligenti che danno assistenza ai clienti, organizzano meeting, inviano mail, fino all’integrazione all’interno dell’auto con chatbot per il controllo del veicolo e la navigazione e alla casa divenuta home automation hub, grazie a prodotti quali  Amazon Echo e Google Homeannunciato da Mario Queiroz, Vice President of Product Management, al Google I/O2016.

Attivi da tempo in campo assicurativo e bancario, come ad esempio presso i call center del Lloyds Banking Group e Royal Bank of Scotland, i chatbot si stanno affacciando anche al mondo HR in particolar modo al recruiting. E’ il caso di Mya, un bot attivo nella piattaforma per offerte di lavoro, FirstJob, che effettua la prima scrematura nel recruiting. Le sue funzionalità sono illustrate nell’articolo di Repubblica.it del 17 luglio scorso. Se proseguiamo nella lettura dell’articolo scopriamo che:

il bot è infatti in grado di interagire con i candidati che sottopongono il proprio curriculum vitae via web, ponendo una serie di domande. L’assistente virtuale utilizza l’AI e l’elaborazione del linguaggio naturale per verificare qualifiche e fare domande su tutti quegli argomenti che si è soliti affrontare in queste situazioni, parlando quindi di obiettivi, esperienze, politica aziendale e benefit.[…] Alla fine del processo, il chatbot crea una classifica dei candidati profilati in base a varie metriche che tengono in considerazione diversi parametri, tra cui l’esperienza, le competenze e lo skill’.

Per approfondire il tema chatbot seguite il post su Medium dal titolo: ‘Innamorata dei chatbot: la nuova realtà degli assistenti personali‘ a questo link.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi